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LE ORIGINI E CENNI STORICI

Il gatto norvegese delle foreste (o Norsk Skogkatt come è noto nel suo paese d'origine) è un' antica razza di gatti provenienti dalla penisola scandinava le cui caratteristiche sono state tramandate oralmente nei secoli attraverso racconti e leggende.
L'origine di questo meraviglioso felino va ricercata in un paese fatto di foreste, grandi laghi, torrenti impetuosi e gelidi fiumi con numerose cime ricoperte di neve.
Una terra, ricca di leggende e miti, nella quale la fantasia ed i sogni si confondono con la realtà, in un mondo dove creature magiche come folletti e fate si nascondono all'occhio umano.

norvegia

E' qui, nella lontana Norvegia, che nasce l'unica antica razza scandinava di maestosi gatti incantevoli ed affascinanti.
La spiegazione più plausibile per l'alta incidenza di Gatti delle Foreste in Norvegia è che i loro antenati erano probabilmente  gatti a pelo corto del sud Europa giunti in Norvegia come in altre parti d'Europa già in epoca preistorica. A causa della selezione naturale che ha agito tenendo conto delle rigide ed instabili condizioni climatiche della Norvegia, sono sopravvissuti solo gli individui più forti e robusti con pelo fitto e altri adattamenti a questo ambiente impervio e spesso ostile.

La storia dei Gatti delle Foreste Norvegesi è ricca di leggende legate al popolo dei Vichinghi, che lo consideravano un animale sacro, tanto che lo scelsero come loro fedele compagno nei lunghi viaggi sui mari per proteggere le stive dall’assalto dei topi data la loro encomiabile abilità nella caccia e, in poco tempo,  divenne anche il gatto che custodiva le loro case.
Le grandi foreste e la rigida temperatura della penisola scandinava sono state pertanto lo scenario in cui si è formato lo "Skogkatt" che nella lingua d’origine significa
"gatto dei boschi"
.

dea feya

Attorno al 1200 lo storico, poeta e politico islandese Snorri Sturluson scrisse l'"Edda", un manuale di poetica norrena che contiene anche molte storie di grande importanza per il patrimonio mitologico nordico, nel quale si citano dei gatti associandoli a due notissime divinità nordiche Freya, che ha molte manifestazioni ed è considerata la dea  dell'amore, della seduzioni, della fertilità, della guerra e delle virtù profetiche e vaga per il mondo cercando il suo perduto consorte Odur, a bordo di un carro scintillante trainato da due grossi gatti a dall’aspetto maestoso e con il mantello fitto, lungo e soffice al tatto ; e Thor, il dio del tuono, che durante i suoi vagabondaggi dovette superarare una prova di forza consistente nel sollevare un gatto molto grosso, così pesante che solo attraverso la sua possente prestanza riuscì nell'impresa.
Nel 1841 venne pubblicata l'opera "Favole popolari norvegesi" scritto da Asbjornsen e Moe.
Nella collezione, il gatto norvegsese delle foreste, è menzionato numerose volte come "Huldrekat" ("huldre" ovvero ninfa del bosco).
Nel glossario un "huldrekat" viene descritto come un gatto dei boschi con una coda spessa e folta.

LA DESCRIZIONE SCIENTIFICA

La prima descrizione scientifica risale al 1599 quando un sacerdote, naturalista, danese,
Peter Clauson Friis, che visse per lungo tempo in Norvegia dipinse il gatto delle foreste norvegese come un gatto simile alla lince, sia per la sua corporatura, sia per le caratteristiche del suo pelo e divise le linci norvegesi in tre classi:
la lince-lupo, la lince-volpe e la lince-gatto. Quest'ultima categoria, visto le caratteristiche morfologiche descritte (dimensioni, zampe, gorgiera ed orecchie), è ciò che più si avvicina a quello che oggi sono i gatti delle foreste norvegesi.

IL PROGRAMMA DI ALLEVAMENTO
 
Negli anni '30 questa splendida razza avrebbe rischiato di scomparire se l’uomo non fosse intervenuto poichè la deruralizzazione dell'ambiente selvaggio, aveva causato massivi disboscamenti a discapito dell'equilibrio ambientale della flora e della fauna nordica spingendo così i gatti delle foreste verso i centri urbani generando l'inevitabile promiscuità con i gatti domestici.
Questi incroci  avrebbero condotto la razza del gatto norvegese delle foreste ad un'inevitabile rapida estinzione poichè questi tipo di accoppiamenti favoriscono la varietà a pelo corto a causa della dominanza dei caratteri genetici del pelo corto su quello lungo.
Nel 1943 venne suscitato grande interesse per il gatto norvegese quando fu pubblicato in Norvegia un libro di A. Reidar e K. Lund che gettava le basi per l'allevamento del gatto delle foreste norvegsesi.
Già prima della Seconda Guerra Mondiale un gatto delle foreste venne presentato in una mostra a Oslo e dopo la guerra pochi ammiratori continuarono con il piano di preservare la razza, utilizzando i migliori e più adatti esemplari disponibili.
Nel settembre del 1972 il gatto delle Foreste fu accettato come razza dalle associazioni Norvegesi, ottenendo uno standard preliminare.
A questo punto il termine "Norsk Skogkatt" divenne ufficiale
; non si tratta di una referenza per i confini geografici (il gatto delle foreste appare anche in altri paesi Scandinavi), piuttosto al primo paese che lo riconobbe, ancora pochi anni prima della vera svolta.

pans trulls
Pan's Trulls

Nel 1973 cominciò il programma di allevamento: non fu facile trovare un altro Skogkatt riconosciuto come tale in quel momento, ma ci vollero circa 10 mesi affinché gli allevatori potessero confermare di avere un vero Skogkatt.
La riproduzione iniziò con la femmina di Edel Runas - Pippa Skogpuss, accoppiata con il maschio di Nylunds - Pans Truls
, con l’intento di salvare una delle razze più affascinanti e più naturali nel panorama felino.
Nel dicembre del 1975 un gruppo di allevatori, appassionati e impegnati al recupero e alla salvaguardia della razza, si riunisce fondando il Norsk Skogkattring (club dei Gatti delle Foreste Norvegesi), che nel 1976 viene ufficialmente riconosciuto dalla FIFè (Fédération Internationale Féline), la più grande organizzazione interessata ai gatti esistente a quel tempo in Europa e,   successivamente, da tutte le altre associazioni internazionali.
Oggi in Norvegia questa razza è riconosciuta come razza nazionale e prende il nome di Norsk Skogkatt.
Il programma di allevamento fu difficile per gli anni successivi perché vi erano così pochi parenti riconosciuti ufficialmente, che un certo numero di incroci tra parenti fu inevitabile. Prima che la nuova razza potesse essere riconosciuta dalla FIFè, dovettero essere autenticate tre generazioni complete.
Nell'aprile del 1977, quando c'erano circa 150 Gatti delle Foreste Norvegesi registrati in Norvegia, la FIFè inviò un giudice tedesco ad uno show in Oslo.
Il suo obiettivo era quello di fare un reportage della nuova razza, per aiutare la commissione dei giudici della FIFè a decidere sul suo futuro.
Nel novembre 1977 i giudici riconobbero in Pans Truls, brown tabby con bianco, lo standard con cui si sarebbe identificata l'intera razza ed assegnarono il numero 13 NF standard.
La notizia suscitò molto clamore nel paese d'origine dove la televisione trasmise la foto di Truls annunciando il riconoscimento ufficiale del gatto delle foreste norvegesi.
Tra i pionieri i due più ricordati sono Else Nylund, nome di allevamento “Pan”,
e Randi e Arild Grotterød che hanno dato grande contributo alla razza col loro
allevamento “Torvmyra”.
La ragione per cui questi due allevamenti sono particolarmente ricordati è che vegono ancora allevati gatti sotto questi nomi, ed è a tutt’oggi praticamente impossibile trovare un gatto nel cui pedigree non ci sia da qualche parte lungo le linee di parentela un antenato che provenga da “Pan” o “Torvmyra”.

IL CARATTERE

Riguardo il carattere, il gatto Norvegese delle Foreste non assomiglia affatto ad altre razze. Nonostante  l’aspetto da gatto selvaggio il Norvegese delle Foreste è un "Gigante Buono", è molto socievole ed affettuoso, molto intelligente, e di carattere dolce, è un "cane-gatto" che ama molto farsi coccolare e giocare.
Si attacca particolarmente al suo padrone e si adatta molto bene alla vita in appartamento, basta lasciargli a disposizione dei giochi, un tiragraffi e lui ne sarà felice. In casa predilige le altezze e non è raro trovarlo sopra i mobili a sonnecchiare o ad osservare tutto quello che succede, insomma ... a lui non sfugge proprio nulla!
Inoltre il Norvegese ha il grande e bellissimo dono di essere sempre presente nella vita familiare, partecipa attivamente a tutto ciò che accade nella nostra vita esprimendo i suoi stati d’animo con una mimica divertentissima, "parlando" nel vero e proprio senso della parola, e vi assicuro che ascoltarlo è davvero molto divertente!! 

ASPETTI  MORFOLOGICI

Il gatto norvegese delle foreste è di taglia grande, lungo, di costituzione robusta e con solida struttura ossea.
La testa è triangolare con tutti i lati uguali, di buona altezza vista di profilo, fronte leggermente arrotondata, profilo dritto senza interruzioni, mento forte.
Le orecchie sono grandi, larghe alla base, appuntite, con ciuffetti simili a quelli della lince
e lunghi peli che ne fuoriescono.
Gli occhi sono grandi, ovali, ben aperti ed obliqui e il colore varia dal verde al verde oro. Espressione attenta.
Le zampe sono robuste, alte.
Le zampe posteriori sono più alte rispetto a quelle anteriori per garantirgli di proteggere maggiormente l'addome dal contatto con il suolo freddo e, spesso innevato.
 I piedi sono grandi e palmati che gli facilitano gli spostamenti sulla neve, arrotondati e proporzionati alle zampe, con abbondanti ciuffi di pelo tra le dita per non sprofondare nella neve.
Possiede unghie molto forti che gli consentono, assieme alla muscolatura molto agile e ben sviluppata, di scendere da un albero a testa in giù girando a spirale lungo il tronco.
 La coda è lunga e fornita di pelo, girata all'indietro dovrebbe raggiungere almeno le scapole, ma preferibilmente il collo.
Il peso nei maschi varia da 7 a 8 kg e nelle femmine dai 3 ai 5,5 kg.
Il pelo è semilungo. Il sottopelo lanoso è ricoperto da un pelo di copertura lucido e idrorepellente che è formato da peli lunghi, grossi e lucidi che coprono la schiena ed i fianchi.
Un gatto in pieno pelo, (generalmaente nei mesi piú freddi daell'anno), ha una gorgiera, una criniera completa e pantaloncini sulle zampe posteriori. Tutti i colori sono permessi incluse tutte le varietà con bianco. Sono esclusi i disegni di tipo point (siamese), e i colori chocolate, lilac, cinnamon e fawn. È permessa qualunque quantità di bianco.

TABELLA DEL PUNTEGGIO (Fifé)

Totale

 

100 punti

Testa

Forma generale, naso, profilo, morso e denti, mento

20 punti

Orecchie

Forma, dimensioni e piazzamento

10 punti

Occhi

Forma ed espressione

5 punti

Corpo

Forma, dimensioni, struttura ossea, zampe, dimensioni dei piedi

25 punti

Coda

Lunghezza e forma

10 punti

Mantello

Qualità e tessitura

25 punti

Condizione

 

5 punti


TABELLA DEL PUNTEGGIO (WCF)

Totale

 

100 punti

Tipo

Forma, dimensioni, struttura ossea, zampe, dimensioni dei piedi

25 punti

Testa

Forma generale, naso, profilo, morso e denti, mento

20 punti

Orecchie

Forma, dimensioni e piazzamento

10 punti

Occhi

Forma ed espressione

5 punti

Coda

Lunghezza e forma

10 punti

Mantello

Qualità e tessitura

20 punti

Colore e disegno

 

5 punti

Condizione

 

5 punti

Note: Il mantello è valutato solo per tessitura e qualità. Nel giudizio si dovrebbe tenere conto della maturazione molto lenta di questa razza. I maschi maturi devono avere la testa più larga di quella delle femmine. La lunghezza del pelo e la densità della pelliccia variano con la stagione. I cuccioli possono richiedere più di sei mesi per sviluppare il pelo di copertura.

DIFETTI

Difetti generali

Gatto troppo piccolo o di struttura sottile

Testa

Rotonda o quadrata, profilo con interruzione (stop)

Orecchie

Piccole, piazzate troppo basse, piazzate troppo vicine tra loro

Zampe

Corte, sottili

Coda

Corta

Mantello

Secco, annodato, troppo setoso

 

 

 

 
 
 
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